Una festa sobria. Chi viene?
Una festa sobria. Chi viene?
Strescino ha iniziato il tour elettorale: mattino in Procura e pranzo alla scuola elementare di via Gibelli, pomeriggio ricovero di Via Agnesi. Niente paura: lo hanno rilasciato.
LMCP ha scritto a Sanremonews per precisare la sua posizione in merito all’inchiesta sulle presunte pressioni fatte ad alcuni consiglieri comunali da parte di costruttori/progettisti e ex politici, dal momento che qualche giorno fa alcune testate giornalistiche l’avevano indicata nell’elenco delle persone ascoltate dai magistrati:
“A me non risulta essere mai stata ascoltata da alcuno”.
Io la voglio sposare e scappare con lei e se un giorno a qualcuno dovesse risultare che è stata ascoltata, le chiederò se le risulta che a quello là risulta. Se sì, chiederò il divorzio. Seduta stante.
QUANDO, per ragioni non chiare, il Comune di Imperia decise, un paio di anni fa, di mettere sul mercato la sua quota di proprietà nella oggi molto discussa e traballante società incaricata di costruire e gestire il nuovo porto, alla gara per l’ acquisto partecipò solo una sedicente società delle Virgin Islands, dal nome inglese vistosamente equivoco, che non venne ovviamente ammessa. Era uno scherzo; e così anche uno sberleffo entrò nel repertorio tragico-grottesco della vicenda del megaporto. Il fatto, però, è che l’ autore della beffa era, lo avrebbe ammesso lui stesso ai giornali e per questo viene oggi indagato per turbativa d’ asta, Carlo Conti, l’ allora direttore generale della Imperia Porto, la società pubblico-privata per la costruzione del bacino imperiese. Non mi interessano gli eventuali risvolti penali della faccenda. Ma, seè stato davvero Contia fare lo scherzo, bisogna interrogarsi non tanto sul suo senso dell’ umorismo, quanto sullo stile degli uomini scelti da Claudio Scajola. I l responsabile di un’ impresa delicata, e già investita da dubbi e polemiche, che trova il tempo e ritiene non indecoroso per il suo ruolo prodursi in una beffa di tipo goliardico, è cosa forse più stupefacente e significativa delle molte e pur più gravi irregolarità oggi sospettate nell’ ambiziosa operazione del porto più grande del Mediterraneo. Che gente ha scelto Claudio Scajola per l’ opera che doveva diventare il suo monumento? La risposta non sta tanto in questo o quel personaggio da lui beneficato (dal beffardo Conti allo spicciativo ex vicesindaco Leone, che voleva prendere a calci il funzionario non obbediente, alla ringhiosa consigliera con mastino al seguito, che rivela in Consiglio di sospettare più i magistrati e i poliziotti che gli imputati, al sindaco Strescino, che oggi cambia idea con incomprensibile candore), ma nella ragione per cui queste persone sono state scelte. È qui, in un metodo decennale di selezione della classe dirigente, politica e amministrativa, che sta crollando il sistema Scajola e con esso una parte di Imperia. Questo metodo era basato unicamente sulla devozione personale e l’ efficienza nell’ obbedienza. Qualche mese fa il Pd imperiese ha analizzato l’ organigramma dell’ Amministrazione provinciale, feudo del Pdl locale, con Boscetto e Giuliano prima, con Sappa adesso. Ebbene, risulta che la Provincia di Imperia, la più piccola della Liguria e tra le più piccole d’ Italia,è quella col maggior numero di dirigenti e, ciò che è ancora più significativo, col più alto numero di funzionari gratificati (senza concorso e nessuna procedura formale di valutazione) da “posizioni”, incarichi speciali anche economicamente non trascurabili. Il perché di questa politica è abbastanza chiaro: l’ appartenenza e la fedeltà vengono premiate (con rari compensi a qualche esterno per mostrare equanimità) e ci si dota di un ceto dirigenziale devoto e tifoso. Se non è possibile usare il premio dell’ incarico formale, l’ impiegato fedelee partigiano ottiene comunque qualcosa: considerazione, spazio, confidenza con i potenti. In questo modo, a Imperia è cresciuta una generazione di pubblici dipendenti promossa col criterio dell’ adesione politica e direi più precisamente dell’ ossequio personale, prima o indipendentemente da quello della competenza, dei titoli di studio, della bravura. A un certo punto un uomo solo, l’ ingegner Pierre Marie Lunghi, funzionario non a caso di provenienza regionale, ha creduto necessario anteporre la propria veste pubblica a eventuali vantaggi o perlomeno alla sua tranquillità privata, che infatti venne messa duramente alla prova, persino con pesanti insinuazioni in consiglio comunale. Sia chiaro, l’ amministrazione pubblica (politica e burocratica), a Imperia, non è composta solo da persone immeritevoli delle carriere che hanno fatto, ma anche da gente seria, preparata, che però ha troppo spesso preferito una misera convenienza personale o anche solo l’ amore del quieto vivere alla propria dignità professionale e umana. Credo che il maggior responsabile sia il metodo di governo che ha selezionato persone e agevolato carriere sulla base di un preventivo e complice assenso politico e morale, chiedendo una specie di rinuncia a priori ancor più all’ intelligenza critica che alla deontologia professionale. Le “sparate” di Caltagirone sul Comune non sarebbero state altro che ridicole e innocue iperboli telefoniche, se un piccolo esercito di arroganti o interessati o pavidi politici e funzionari non gli avesse, per così dire, tenuto fermo il misero bersaglio dell’ Ente pubblico, il vero sconfitto nella storia del grande porto.
VITTORIO COLETTI - la Repubblica, 15 aprile 2012
Che strano: quando qualcuno in Provincia lo faceva notare, veniva ignorato.
Villette abusive a Dolcedo (Imperia): 130 avvisi di garanzia.
Foto: Il Secolo XIX
Dopo un’analisi con i consiglieri comunali e con gli assessori è stato individuato in Gianfranco Gaggero il nuovo vicesindaco. Un motivo su tutti ? E’ quello che alle scorse elezioni ha preso più voti, poi è sotto gli occhi di tutti il lavoro svolto come assessori ai lavori pubblici.
Che tenerezza certi giornalisti de Il Secolo XIX: visto che Scajola non è più ministro e che “ex” suona male, piuttosto che niente lo chiamano “Presidente della Fondazione Cristoforo Colombo”.