Esponenti di An — il vicesindaco Alessio Saso e i consiglieri comunali Bruno Santini e Paolo Strescino — oltre a Agostino Morchio, consigliere di Forza Italia, ieri pomeriggio hanno partecipato «a titolo personale e di amicizia, non in rappresentanza dell’amministrazione comunale», alla cerimonia di inaugurazione di una lapide in memoria dei Caduti della Repubblica Sociale. La celebrazione, organizzata dall’Associazione di quei caduti, è avvenuta al cimitero di Oneglia ieri pomeriggio alle 15 alla presenza di una trentina di familiari e parenti delle vittime degli scontri con i partigiani.
Il parroco dei Piani, don Antonello Dani, ha benedetto la stele in memoria, collocata nell’area cimiteriale dove svettano alcune croci senza nome. «Una partecipazione criticabile e poco chiara — ha commentato il consigliere comunale dei Ds, Antonio De Bonis — che stride sosprattutto in questa città simbolo di una provincia insignita della medaglia d’oro alla Resistenza, all’antifascismo.
Sono comunque dell’idea che il ricordo di tutti i caduti sia doveroso. Ma attraverso questa partecipazione raccolgo messaggi che riportano molto alla memoria il ventennio».
«Ho preso personalmente parte alla celebrazione per i caduti del 25 Aprile — replica Bruno Santini — non vedo alcun motivo di critica».
Il Secolo XIX - 7 ottobre 2001
«Eravamo completamente disinformati dell’avvenimento e quindi non potevamo indignarci». Così precisa Fernando Bergonzo, presidente provinciale dell’Anpi Associazione partigiani. riferendosi dell’inaugurazione di una lapide ai Caduti della Repubblica Sociale. «Cogliamo comunque l’occasione per ribadire per l’ennesima volta il nostro rispetto verso i caduti di ogni parte - aggiunge Bergonzo - e nel contempo ci preme segnalare un sacrosanto giudizio più volte sottolineato della storia che, mentre loro magari in buona fede hanno combattuto per il nazismo ed il fascismo e quindi per la dittatura, i partigiani hanno dato la vita per la libertà di tutti, loro compresi».
Il Secolo XIX - 9 ottobre 2001
Ci sarà la presenza, discreta come sempre, degli agenti della Digos diretti dal commissario Pierpaolo Fanzone, alla cerimonia organizzata per domenica alle 10,30 al sacrario del cimitero di Oneglia, dai reduci di Salò. E’ prevista la deposizione di una corona sulla lapide dedicata alle vittime che, durante la guerra, indossarono la divisa repubblichina. Ha aderito al programma stilato dall’Unione nazionale combattenti R.S.I., la sezione imperiese di Forza Nuova, movimento di estrema destra che in provincia conta una manciata di simpatizzanti. Volantini sono stati affissi in citta’ per richiamare l’attenzione. Le forze dell’ordine speravano probabilmente che la cerimonia, per questioni di ordine pubblico, restasse scarsamente pubblicizzata. A proposito di Forza Nuova, c’è da segnalare l’apertura di una specie di sede alla periferia di Oneglia. Non c’è ufficialità: in realtà è un magazzino dove hanno stipato materiale di vario genere. Nessuno forse se ne sarebbe accorto se non fosse che qualcuno, tra gli inquilini del caseggiato dov’è ubicato il deposito, ha avuto qualcosa da dire per una presenza forse sentita come eccessivamente ingombrante. La cerimonia di domenica è destinata ad alimentare polemiche. Preannunciate da Nando Bergonzo, presidente provinciale dell’Associazione partigiani (Anpi): «Ho saputo del raduno al sacrario poco fa, mi hanno pure informato sulla questione dei volantini. Il mio parere? La trovo un’iniziativa provocatoria. Capisco una Messa a suffragio delle vittime - nessuno avrebbe da ridire - ma una cerimonia di questo genere ha i crismi dell’adunata. E i manifestini distribuiti in tutta Imperia? Una conferma a cio’ che sto dicendo. Esiste una legge del ‘52, fatta da Scelba, che punisce l’apologia di fascismo. Andrebbe fatta rispettare. Non capisco come la questura abbia potuto dare il nullaosta. In quanto alla nostra posizione ufficiale, come associazione intendo, non abbiamo ancora deciso cosa fare. Ne parleremo oggi stesso in segreteria. Non sono il tipo da decisioni immediate.
Che succederè domenica? Non ne ho idea, posso solo dire che ci sono giovani che non la pensano come quei nostalgici».
La Stampa - 26 aprile 2002
Pugni chiusi in piazza San Giovanni, saluti romani al cimitero di Oneglia. Ma lo scontro è stato evitato. Grazie anche alla massiccia mobilitazione delle forze dell’ordine. Timori e forti preoccupazioni della vigilia non hanno trovato seguito ieri nella contemporanea manifestazione di democratici e antifascisti e di Forza Nuova e Uncrsi. Agenti della Digos e militari dell’Arma, in borghese, si sono mescolati alla folla e si sono appostati nei dintorni delle due manifestazioni per osservare e fotografare situazioni, personaggi sospetti o infiltrati delle opposte fazioni politiche. Ma, come detto, tutto si è svolto regolarmente: nessun incidente, nessuno scontro, nessuna violenta azione di protesta.
Al cimitero onegliese, non più di quaranta i partecipanti alla commemorazione di Mussolini e dei Caduti della Repubblica Sociale. Molti volti di anziani, ma anche un gruppetto di ragazzi (e un paio di ragazze) in camicia nera, spille, teste rasate o quasi, bandiere di Forza Nuova e, immancabili, i “saluti romani” a mano tesa. Tra la folla si sono visti anche alcuni personaggi politici di Alleanza Nazionale. In prima fila, Andrea Panuccio, presidente provinciale di Forza Nuova.
«Abbiamo voluto solo ricordare i tanti giovani che sono caduti per mano dei partigiani e degli alleati - spiega Panuccio - ci siamo sempre battuti, come movimento politico, per accomunare i morti di entrambe le sponde: non ci possono essere caduti di serie A e caduti di serie B. Da una parte e dall’altra si sono sacrificati e hanno pagato con la vita, giovani che difendevano un ideale, la Patria».
Meno cerimoniosa, e di tutt’altra tensione, la manifestazione organizzata in piazza San Giovanni, più o meno alla stessa ora (tra le 10 e 40 e le 11), tra le altre, dalle associazioni combattentistiche, Cgil, Arci, Soms, Democratici di Sinistra, Rifondazione Comunista, Imperia Social Forum. Niente striscioni, niente slogan. Tra gli altri si sono visti gli onorevoli Mauro Torelli, Manfredo Manfredi, responsabili di Anpi e Fvl, ex partigiani e reduci della Resistenza.
Un clima più disteso, si diceva. A un certo punto, molti dei manifestanti, compreso l’ex sindaco Davide Berio, si sono sdraiati per terra, in segno di protesta. Poi, giovani e anziani, accomunati tutti dallo stesso ideale politico e di libertà, hanno letto i nomi dei 1282 morti in tutta la provincia per mano dei nazi-fascisti.
Il Secolo XIX - 29 aprile 2002
La destra estrema, quella più «nostalgica», al cimitero di Oneglia, per deporre una corona di fiori sulla lapide dei caduti della Repubblica di Salò e commemorare la morte di Benito Mussolini. La sinistra antifascista (ma anche forze politiche del centro moderato) in via San Giovanni, per un «presidio della memoria» che riaffermasse «i valori della resistenza». Sono le le due manifestazioni, ideologicamente antitetiche, in programma ieri mattina, alla stessa ora (le 10,30) a Imperia.
“C’era tensione, alla vigilia: ma tutto è filato liscio”. Conferma il questore Andrea Ninetti, che con discrezione ha tenuto d’occhio i due raduni: «Avevamo mobilitato a scopo precauzionale i nostri uomini e quelli della Digos, dirigenti compresi. Parte in divisa e parte in borghese, restando al di fuori del cimitero e ai margini di via San Giovanni, hanno sorvegliato che le due cerimonie si svolgessero nei canoni della correttezza. Cosi’ e’ stato. Non ci sono state scintille, tutto e’ rimasto tranquillo. Nessun agente ha dovuto intervenire, non c’e’ stato alcun bisogno di intervento». All’iniziativa lanciata da Forza Nuova in collaborazione con l’Uncrsi, l’associazione dei combattenti della Repubblica Sociale di Salò, hanno risposto una cinquantina di simpatizzanti dell’estrema destra. Tra loro, una prevalenza di giovane ma anche qualche persona con i capelli bianchi. Presenti anche tre esponenti di An: il consigliere regionale Eugenio Minasso, e quelli comunali Bruno Santini e Paolo Strescino. Al termine della commemorazione dei caduti, tenuta da Bruno Rossi, combattente sui Mas, anche il saluto romano. Dice Andrea Panuccio, il presidente provinciale di Forza Nuova: «Era una data storica, per noi, e non abbiamo voluto ignorarla. Chi e’ sepolto sotto la lapide del sacrario, inaugurato un paio d’anni fa, e’ morto in nome di ideali nei quali credeva ciecamente, al punto da sacrificare la vita. Abbiamo voluto ricordare quanto e’ avvenuto dopo la nascita della Rsi, e quanti sono caduti ad opera dei partigiani e degli alleati. Non ci sono morti di serie A e di serie B». Contemporaneamente alla manifestazione di Forza Nuova il Comitato 25 Aprile e altri movimenti della sinistra (una ventina tra partiti, associazioni e sindacati) avevano organizzato in piazza San Giovanni, nel cuore del centro storico e quindi lontano dal cimitero, un presidio al quale hanno partecipato, secondo quanto ha riferito la Questura di Imperia, circa 150 persone. «Non e’ stata una contro-manifestazione, ma un canale di sfogo, una pubblica espressione di sdegno», sottolinea Marco Beltrami, del Centro sociale La Talpa e l’Orologio. Una pacifica lettura dei nomi dei 1.282 morti «per mano nazi-fascista» in provincia, fatta a turno da esponenti della politica, della cultura e della societa’, «contro le falsificazioni della storia e l’apologia del fiscismo». Le cifre: 650 vittime civili dei rastrellamenti, 632 partigiani e patrioti caduti per la liberta’, 650 deportati nei lager in Germania. E ancora gli eccidi di massa: 13 civili trucidati a Grimaldi, 42 morti a Castelvittorio, 30 (di cui 13 bruciati vivi) a Molini di Triora, 30 (compresi due sacerdoti) a Torre Paponi, 12 a Capo Berta, 15 sul Monte Faudo e 30 al Passo del Ginestro.
La Stampa - 29 aprile 2002
Il «caso» è divampato non appena si e’ diffusa la notizia che, al cimitero di Oneglia, tra i partecipanti alla cerimonia commemorativa della morte di Mussolini e dei caduti della Repubblica Sociale di Salò, c’erano anche alcuni esponenti imperiesi di An: oltre al consigliere regionale Eugenio Minasso, i consiglieri comunali Bruno Santini e Paolo Strescino, che è anche consigliere in Provincia. Dice Giovanni Trucco, consigliere dei Ds: «Alla vigilia della manifestazione, il sindaco Luigi Sappa, in un incontro chiesto dai gruppi del centro-sinistra, aveva definito ”provocatori” gli organizzatori dell’iniziativa. Adesso deve prendere atto che tra quei ”provocatori” era presente l’intero gruppo consigliare di un partito politico che fa parte della Case delle Liberta’, la sua maggioranza. Non solo: uno di essi, Santini, ricopre anche un ruolo istituzionale, perche’ e’ vicepresidente del Consiglio». Continua Trucco: «Premesso che l’argomento e’ delicato anche per gli aspetti sentimentali e affettivi e che tutti i morti vanno rispettati, mentre in piazza San Giovanni non c’erano bandiere ne’ simboli di partito, quella che si e’ svolta al cimitero di Oneglia e’ stata una manifestazione politica, pubblicizzata attraverso volantini che avevano la sigla di Forza Nuova, un movimento xenofobo e razzista. E’ stato fatto il saluto romano, e’ stata letta la poesia del legionario. Insomma ci sono tutti gli estremi di un’apologia di reato». E poi, «chi vuol pregare su una tomba, può farlo anche privatamente». Cosa risponde Paolo Strescino? «Intanto, a quella commemorazione non eravamo invitati, ma siamo intervenuti in forma privata: fra le vittime ricordate c’erano anche parenti di Minasso. Che An abbia significative distanze dalle posizioni di Forza Nuova lo dimostra con gli atti, sia in Comune che in Provincia. Alla rievocazione del 25 Aprile ero assente, ma solo perché non ero a Imperia. Ricordo però che in Provincia, alla celebrazione del comandante partigiano Vitto’, ero presente e ho osservato come tutti un minuto di raccoglimento. Se ci vuole rispetto per ambo le parti, è giusto anche recarsi sulla tomba di chi è morto dopo il 25 aprile».
La Stampa - 30 aprile 2002
