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Apr 10

Giù le mani dal Secolone, Minzolingua!

Il Secolo XIX, il TG1 e le note spese di Minzolini

Quale onore, verrebbe da dire.
Perché ieri il Tg1, in un servizio dedicato alla crisi dei giornali regionali, ha riservato ampio spazio al Secolo XIX. Che sarebbe “in caduta libera”, preda di un’emorragia di copie devastante.
Il telegiornale diretto da Augusto Minzolini snocciola anche le cifre: meno sei virgola uno a dicembre, meno dieci virgola otto a gennaio, meno nove virgola sette a febbraio. E conclude con una acuta analisi delle ragioni di questa défaillance dovuta, guarda un po’, al fatto che il nostro quotidiano perderebbe tempo, e lettori, inseguendo vicende politiche già trattate sui grandi quotidiani nazionali, invece di occuparsi delle cronache locali e dei problemi più vicini ai cittadini. Come fa, e gliene diamo atto, il Tg1 ogni qual volta il nostro presidente del Consiglio ne combina una delle sue, e il primo telegiornale italiano dedica invece i servizi di apertura ai problemi idrici del comune di Forlimpopoli di Sotto. Anche se, sia detto per inciso, non sembra che questa lungimirante strategia abbia avuto effetti benefici sulla sua audience, quella sì, assai striminzita rispetto al passato.
Ma si sa, con fatti e numeri Minzolini non va tanto d’accordo. Di solito li nasconde, le rare volte che non lo fa, non li capisce. E dire che sarebbe bastata una telefonata per farseli spiegare.
Il Secolo XIX ha chiuso il 2009 con un risultato fortemente negativo. Nell’agosto di quell’anno ha aumentato il prezzo, decisione che altri quotidiani hanno pagato assai cara, e ciononostante nel 2010 ha quasi dimezzato le copie perdute rispetto all’anno precedente. Ha avuto un risultato migliore della media del mercato e, quindi, ha recuperato quote importanti.
Nei primi tremesi del 2011 Il Secolo ha ulteriormente ridotto l’emorragia e ha fatto sempre meglio del mercato.
“Caduta libera”? Ma mi faccia il piacere, avrebbe replicato Totò.
I dati che il Tg1 cita sono soltanto lo specchio del fatto che la società editrice ha deciso di ridurre drasticamente le copie omaggio, quelle promozionali e quelle vendute in blocco (ad aziende, manifestazioni, convegni e così via) e di puntare soltanto sulle copie effettivamente vendute in edicola o in abbonamento.Tutto qui.
Quanto al resto, Minzolini sa benissimo che se è geloso della propria libertà, non guarda in faccia nessuno e non si piega neanche allo stomachevole spirito di corporazione della casta dei giornalisti, anche un grande quotidiano regionale può, a volte, scovare notizie che ai giornali nazionali sono sfuggite.
Come quella, tirata fuori dal Secolo XIX, delle note spese del direttore del Tg1.
Che ogni mese si faceva pagare dalla Rai, cioè alla fine da tutti noi, viaggi e weekend per migliaia di euro. Un comportamento, come dire?, disdicevole,
che in un Paese normale avrebbe comportato dimissioni immediate e non soltanto, come ci risulta stia accadendo, restituire, zitto zitto, il maltolto all’azienda.
Mi domando e dico: sarà anche per questo che a Minzolini piacerebbe che Il Secolo si occupasse soltanto di quel che accade nell’arco di terra fra Ventimiglia e Sarzana?
Umberto La Rocca - Il Secolo XIX - 9 aprile 2011


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